The Roma Appia Run è una delle manifestazioni podistiche più affascinanti, uniche e suggestive d’Italia e del panorama internazionale. Interamente dedicata alla valorizzazione della storica via Appia Antica (la Regina Viarum, oggi Patrimonio dell’Umanità UNESCO), la corsa unisce in un connubio perfetto sport, storia, archeologia e natura.
1. La Genesi e le Origini (Fine Anni ’90)
La manifestazione è stata ideata da Roberto De Benedittis ed è organizzata dall’ACSI Nazionale (con il supporto tecnico di ACSI Italia Atletica e ACSI Campidoglio Palatino).
- L’idea iniziale:Il progetto originario prevedeva una gara in linea con partenza dallo Stadio delle Terme di Caracalla e arrivo lungo i tratti percorribili dell’Appia Antica.
- La prima edizione (1999):Sfruttando la temporanea chiusura di un’altra storica corsa romana (la Roma-Ostia), l’Appia Run debuttò nel febbraio del 1999. La prima prova si sviluppò su un tracciato in linea di circa 17,3 km e vide la partecipazione di oltre 700 atleti.
2. L’Evoluzione del Percorso e l’Impatto Archeologico
Nei primissimi anni, la scoperta e il recupero di importanti reperti storici modificarono profondamente la fisionomia della gara:
- La svolta del basolato (2000):Durante i lavori di valorizzazione dell’area, vennero alla luce importanti tratti di antico basolato lavico romano (lungo circa 800 metri).Questo costrinse gli organizzatori a ridisegnare il tracciato, trasformandolo in un circuito.
- L’ingresso nel Parco della Caffarella: Con la stabilizzazione della data (spostata solitamente in primavera, a ridosso del Natale di Roma) e l’inserimento del passaggio all’interno dello straordinario Parco della Caffarella, la corsa ha assunto la sua celebre identità paesaggistica.
3. Le 5 Pavimentazioni: Unico al Mondo
Ciò che rende la Roma Appia Run un evento inimitabile è la varietà del fondo stradale. Nel corso della competizione, i podisti affrontano ben cinque pavimentazioni differenti:
- Asfalto
- Sanpietrino (i tradizionali blocchetti di pietra romana)
- Basolato lavico antico
- Sterrato (immersione totale nel verde della Caffarella e dell’Appia)
- La pista di atletica dello Stadio delle Terme di Caracalla (luogo storico di partenza e/o arrivo).
4. Crescita, Record e Grande Partecipazione
Negli anni 2000 la corsa ha visto una crescita esponenziale, attirando campioni di livello internazionale (specialmente specialisti del mezzofondo e della maratona provenienti da Kenya, Marocco, Etiopia e vari Paesi europei) e grandi nomi dell’atletica italiana come Giacomo Leone, Lucilla Andreucci, Daniele Meucci, Vincenza Sicari e Veronica Inglese.
- Partnership e visibilità: Nel 2009 l’evento ha stretto un importante connubio con La Gazzetta dello Sport (circuito Gazzetta Run), facendo impennare le presenze e superare stabilmente i 2.000–3.000 arrivati al traguardo.
- Lo stop del 2020 e la ripartenza: Come la quasi totalità degli eventi sportivi globali, la maratona si è fermata nel 2020 a causa della pandemia di COVID-19, per poi riprendere con slancio e resilienza dall’edizione del 2021 in poi.
5. Format e Prove Odierne
Oggi l’Appia Run non è solo la gara agonistica principale (che nel tempo ha calibrato le sue distanze intorno ai 13 km e successivamente a circa 19 km), ma un vero e proprio festival del podismo che comprende:
- Una prova competitiva ufficiale.
- Prove non competitive aperti a tutti su distanze più brevi (es. 7,5 km o 5 km) per coinvolgere famiglie e camminatori.
- The “Fulmine dell’Appia”, una gara di velocità dedicata ai più piccoli sulla pista dello Stadio di Caracalla.
Grazie a questa miscela di sport popolare, tutela dei beni archeologici e promozione del territorio, la Roma Appia Run è diventata un appuntamento imperdibile per decine di migliaia di runner italiani e stranieri.













